Prosa e danza al Camploy

La 71ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese continua, fino al 28 settembre, con le diciannove serate in programma nello spazio alternativo del Teatro Camploy.

Organizzata dal Comune di Verona, l’Estate Teatrale Veronese 2019 ha come sponsor BANCO BPM, Cattolica Assicurazioni, la casa vinicola Santi e Agsm.

Prosa

Ad inaugurare la sezione della prosa sarà Fondazione Aida, che presenterà tre proposte dedicate ai bambini. Il primo spettacolo sarà il 2 settembre alle 20.30 LEO INVENTA TUTTOcon testo e regia di Matteo Mirandola. I celebri dipinti della Gioconda e l’Autoritratto di Da Vinci saranno per l’occasione quadri animati che introdurranno al pubblico la figura di Leonardo e la storia che si andrà a raccontare con l’aiuto anche di Lisa, una bambina che ama studiare e osservare il mondo. Attraverso canzoni, filastrocche, narrazioni e non ultimo con l’aiuto degli spettatori Leonardo e Lisa ripercorreranno la vita del grande genio di cui quest’anno si ricorrono i 500 anni dalla scomparsa. Scene e pupazzi: Andrea Coppi, Nadia Simeonova in collaborazione con Liceo Artistico Statale di Verona Costumi: Antonia Munaretti Musiche originali: Ilaria Fantin in collaborazione con Liceo Statale delle Scienze Umane “C. Montanari” di Verona Attori: Matteo Mirandola, Jessica Grossule. Consigliato a partire dai 5 anni.

Seguirà, il 3 settembre alle 20.30lo spettacolo proposto sempre da Fondazione AidaCIPì,diSelene Farinelli e Stefano Piermatteo, tratto dal romanzo di Mario Lodi. Se da una parte si ritrovano i temi cari a Lodi, legati alla formazione del bambino e alla sua voglia di crescere, dall’altra lo spettacolo utilizza le tecniche tradizionali del teatro di figura per indagarne le possibilità nel digitale: le videoproiezioni e un software appositamente realizzato permettono agli attori di animare i personaggi in tempo reale secondo la tecnica dello stop motion, modificando le illustrazioni per essere composte e animate dal vivo. Scenografie di Andrea Coppi, Guglielmo Avesani Sviluppo software multimediale di Stefano Piermatteo Animazioni e video di Alice Zaniboni e Costantino Siino. Con la collaborazione degli studenti del Liceo Artistico Statale di Verona nell’ambito delle progettualità di Alternanza Scuola – Lavoro. Consigliato a partire dai 4 anni.

Il 4 e 5 settembre alle 20.30 farà il suo debutto a Verona lo spettacoloMA PERCHÉ TUTTI MI CHIAMANO FRANKENSTEIN?una coproduzione Fondazione Aida e Febo Teatro, con testo e regia di Pino Costalunga. “Lo spettacolo parte molto liberamente dal famoso romanzo di Mary Shelley – spiega Costalunga – In questa libera versione per ragazzi Frankenstein è un mostro, ben interpretato da Matteo Teo Fresch, semplicemente perché diverso da tutti gli altri, frutto della fantasia. Purtroppo spesso la fantasia impaurita crea mostri anche là dove non ci sono e impedisce il confronto e spesso limita addirittura la nostra capacità di amare, portandoci alle volte a quel sentimento deleterio che è l’odio.” Momenti di riflessione su temi quali tolleranza, marginalità e diversità si alternano a piccoli numeri di grande comicità che si ispirano alla commedia dell’arte e al clown e rendono la proposta adatta a diverse fasce dì età. Consigliato a partire dai 4/5 anni. Attori: Claudia Bellemo, Nicola Perin, Matteo Fresch Scene e pupazzi: Nicola Perin, Nadia Simeonova Costumi: Antonia Munaretti, Nadia Simeonova Musiche originali: Leonardo Maria Frattini

Il 10, 11 e 12 settembre alle 21 sarà la volta del Teatro Scientifico/ Teatro Laboratorio con IL SERPENTEdi Luigi Malerba, regia di Isabella Caserta e Francesco Laruffa, con Francesco Laruffa e con la partecipazione di Isabella Caserta.

Lo spettacolo fa parte del progetto #amorlietomalatonegato ideato da Isabella Caserta. Il Serpente potrebbe sembrare un giallo a sfondo passionale: un commerciante di francobolli conosce Miriam, si innamora e diventano amanti, ma la realtà è deformata… Malerba crea una vicenda kafkiana, ossessiva, claustrofobica, con tratti decisamente umoristici, in cui il protagonista vive un’esistenza sostanzialmente alienata, solitaria e proprio per questo riempita dalle sue fantasie paradossali. Luigi Malerba è uno dei fondatori, insieme a Umberto Eco ed Edoardo Sanguineti, del Gruppo 63. Trasponendo in forma drammaturgica il clima surreale, comicamente doloroso, di un racconto ambientato nel cuore urbano di una Roma di metà degli anni ’60, con suggestioni di luoghi e di tipologie tuttora riscontrabili, si è cercato di mantenere fedelmente l’atmosfera rarefatta e come sospesa del romanzo.

Adattamento teatrale de “Il serpente” di Luigi Malerba edito in Italia da EditoreMondadori a cura di Francesco Laruffa; produzione Teatro Scientifico-Teatro Laboratorio; scene e costumi Laboratorio Teatrale – Attrezzerie Peroni; elemento scenico a cura di Accademia di Belle Arti Macerata – Dipartimento di Scenografia; trucco e parrucco Mialitiana Sartor; responsabile tecnico Luca Cominacini; coordinamento Jana Balkan.

Il 17, 18 e 19 settembre Punto in Movimento / Shiftingpoint porterà in scena SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di William Shakespeare con regia di Roberto Totola.

La commedia, scritta intorno al 1595, è la più famosa tra le opere comiche del drammaturgo inglese. Immersa in un’atmosfera fantastica e affascinante, è un’opera scoppiettante capace di suscitare emozioni e meraviglia. In questa commedia Shakespeare affronta le tematiche della magia e del sogno: la Magia cioè l’amore, che con il suo potere riesce a risolvere ogni cosa, simboleggiato dal succo del fiore magico che agisce proprio sugli occhi, e il Sogno, per spiegare avvenimenti che appaiono strani e difficili da comprendere.

Assistente alla regia Marina Furlani; musiche di Bob Dylan; elaborazione, traduzione e riduzione testo Marina Furlani; immagine artistica e grafica Alessandro Capuano; costumi Isabella Rossi; disegno luci Roberto Totola; tecnico luci e audio Marco Di Marzo; allestimento, costumi, effetti, trucco e parrucco a cura di Punto in Movimento/Shiftingpoint. Personaggi ed interpreti: Teseo, Oberon: Alessandro Giacomelli; Ippolita, Titania: Isabella Rossi; Puck (o Robin Goodfellow): Enrico Totola; Fiordipisello, Ragnatelo, Senape, Bruscolo: Arianna De Pace; Demetrio: Roberto Totola; Elena: Marina Furlani; Lisandro: Edoardo Brugnara; Ermia: Giulia Gurzoni e Chiara Sirignano; Bottom: Tancredi Zanardi; Egeo, Pietro Zeppa: Franco Manzini; Tassello: Bhavesh Verona; Zufolo: Alfredo Cunego; Roberto Fuso: Massimiliano Mirizzi; Beccuccio: Alessandro Panozzo.

Chiuderà la sezione di prosa il 24, 25 e 26 settembre alle 21 lo spettacolo di Cantieri Invisibili PADRE, FIGLIO E SPIRITO STANCO di Francesca Mignemi con regia di Sebastiano Bronzato e con Alberto Bronzato, Sebastiano Bronzato, Andrea de Manincor.

Un ragazzo eredita, insieme al padre, un teatro dal nonno mancato da poco. I due esplorano lo spazio per valutarne le possibilità, capire come e cosa cambiare per rilanciare il teatro. Oggetti, atmosfere e dettagli diventano il pretesto per raccontare situazioni che entrambi hanno vissuto con l’anziano. Il padre e il figlio condividono ricordi e aneddoti mentre mettono a soqquadro lo spazio. Qualcuno o qualcosa sembra però non essere d’accordo con questa piccola rivoluzione e costringe i due a fare i conti con il passato.

Danza

Aprirà la sezione di danza al Teatro Camploy la compagnia E.sperimenti Dance Company che il 7 settembre alle 21 porterà in scenaHOPERA con regia e direzione team coreografico di Federica Galimberti.

La musica delle arie d’opera, delle sinfonie e delle melodie simbolo del grande repertorio italiano tanto apprezzato nel mondo, è la vera protagonista di Hopera. Verdi, Rossini, Mozart e altri autori risplendono nel tocco raffinato degli interpreti forti di un linguaggio teatrale. Eleganza e humor sottile caratterizzano l’ensemble, in prevalenza maschile, di performers sui generis, diversi tra loro per linee, gestualità, fisicità e virtuosismo. Hopera, apprezzato fin dal suo debutto a Pechino e Shanghai, rappresenta un cambio di prospettiva nell’approccio al patrimonio musicale classico, che avvicina mondi diversi e lontani e contagia il pubblico con leggerezza. Team Coreografico: Mattia De Virgiliis, Francesco Di Luzio, Federica Galimberti; musiche: Verdi, Leoncavallo, Rossini, Handel, Mozart; consulenza musicale: Marco Schiavoni; costumi: E.d.c.; luci: s.s.service di Marco Giamminonni; scenografia: E.d.c.; produzione: Gdo – Patrizia Salvatori.

A seguire, il 14 e 15 settembre, la compagnia Ersiliadanza proporrà in prima nazionaleCALLAS con coreografia e regia di Laura Corradi. “Ci sono suoni che incantano, che fermano il tempo, che riportano a zero, trascinano in alto, nell’aria, e poi molto in basso, nella terra e in acque profonde” spiega Corradi “Entrano nel corpo e vibrano con il sangue, rallentano il cuore e ripuliscono il pensiero. Eppoi d’un tratto non c’è più corpo, mare, monaci, balene, ghiacci, nè teatri né pubblico, non si distingue più nulla , solo un acuto sublime che si stacca verso l’alto e resta sospeso. E non c’è più tempo, in quel tempo irreale e incantato che è più vicino alla verità di qualsiasi altro, quando ci si sparpaglia l’anima in quel tutto che sta fuori di noi, e diventiamo parte di una polvere che danza e canta sospesa, fatta di particelle tutte uguali, tutte della stessa origine, della stessa sostanza, forse davvero quella dei sogni”. Lo spettacolo è creato con: Midori Watanabe, Carlotta Plebs, Alberto Munarin; assistente coreografa e montaggio sonoro: Midori Watanabe; testo di apertura spettacolo: Vania Fenu; voce fuori campo: Andrea De Manincor; altri testi: Laura Corradi; brani interpretati da Maria Callas, di Rossini, Verdi, Puccini, Bizet; altre musiche: Alva Noto, Ezio Bosso; canto dei monaci delle istituzioni monastiche di Gyuto, Tibet; ottimizzazione sonora: Fabio Basile; disegno luci e allestimenti scenici Alberta Finocchiaro; direzione organizzativa e promozione: Augusto Radice; segreteria organizzativa: Flaminia Scanu; produzione: Estate Teatrale Veronese – Comune di Verona, Festival Internazionale Nuova Danza (FIND), Cagliari; con il sostegno di MIBACT, Dipartimento Spettacolo Regione del Veneto-ARCO. Sempre il 14 e 15 settembre dalle ore 19.30 nel foyer del Teatro Camploy il pubblico potrà visitare la video-installazione Entanglement di Vania Fenu, scrittrice veronese, e Caterina Parona, fotografa veronese, che fornisce una interpretazione, per immagini e suoni, dell’omonima teoria quantistica.

Il 21 settembre alle 21 la compagnia Susanna Beltrami proporrà IO SONO IL BIANCO DEL NERO con coreografia di Susanna Beltrami con Alice Beatrice Carrino, Samira Cogliandro, Cristian Cucco, Vittoria Franchina, Michela Priuli, Elena Valdetara, Matteo Bittante e con Alessandro Lely, Marco Labellarte, Niccolò Castagni e Francesca Rombolà; consulenza drammaturgica: Lorenzo Conti; disegno luci: Matteo Bittante; pittore scenografo: Elena Valdetara; tecnico di scena Mario Giallanza; produzione DANCEHAUSpiù, MilanOltre e con il sostegno di NEXT – laboratorio delle idee 2016. L’intimità è il tema dominante in questa nuova creazione, un viaggio esistenziale dove il bianco è assenza di memoria e colore del non ricordo. Una piece ‘site specific’ dove, in un unico grande spazio, sono contenuti tutti i luoghi dell’intimità, senza pareti divisorie, l’uno confuso nell’altro, l’uno che rimanda all’altro, l’uno contaminato dall’altro. Una partitura-mosaico in cui è forte il richiamo alla Waste Land di T.S.Eliot.

Il 22 settembre alle 21 si terrà al Teatro Camploy FOCUS DANCEHAUSPIÙ, una serata dedicata al VIVAIO, un progetto rivolto ai giovani ballerini e sostenuto da DANCEHOUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza. Saranno proposti tre spettacoli. Il primo sarà un estratto di Protogonos – DUEDITRE, regia e coreografia di Vittoria Franchina, Michela Priuli, Elena Valdetara con Vittoria Franchina, Michela Priuli, Elena Valdetara; musica di Anne Germanique, Simone Gallo e Riccardo Roselli; produzione DANCEHOUSpiù. Il secondo spettacolo sarà un estratto di Glicemia500 – DUO NUX di e con Alice Carrino e Cristian Cucco, produzione DANCEHOUSpiù. Il terzo spettacolo sarà Brotherhood – DANCEHOUS COMPANY JUNIOR con Giovanni Leone e Fabio Calvisi; produzione DANCEHOUSpiù.

Chiuderà la sezione danza, il 28 settembre alle 21, lo spettacolo PAROLE SENZA ETÀcon coreografia di Marcella Galbusera, drammaturgia di Lorenzo Bassotto, con Angela Adami, Paolo Ottoboni, Manuela Padovani e la partecipazione di Prosper Nkefack; musiche originali di Massimo Rubolotta; musica dal vivo di Stefano Benini; disegno luci di Nicolò Pozzerle; produzione Arte3. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con il Museo Africano – Fondazione Nigrizia Onlus e con il patrocinio del Comune, prende spunto dallo studio e dall’interpretazione dei proverbi africani, intesi come fonte di trasmissione della saggezza orale nelle culture che non utilizzano la scrittura.

TEATRO CAMPLOY PREZZI

posto unico € 14,00

spettacoli AIDA – aduti € 6,00

spettacoli AIDA – bambini e ragazzi € 5,00

SERVIZIO BIGLIETTERIA Box Office (via Pallone 16, Verona, tel. 0458011154); circuito Geticket (rivenditori e sportelli Unicredit abilitati su www.geticket.it), acquisto online su www.geticket.it, www.boxofficelive.it.

Nelle serate di spettacolo vendita dei biglietti presso il teatro.

info www.estateteatraleveronese.it spettacolo@comune.verona.it

tel. 0458077500 (URP)